In Campania, nella coda della provincia di Salerno, sul declinare di quel lago pleistocenico che era il Vallo di Diano, separata dal mare dagli aspri rilievi del Cilento, sorge Padula, parte di quel Mezzogiorno interno che fu uno dei più potenti feudi del Regno di Napoli.

"Un luogo tutto da scoprire"

L’antica Padula, sita più a sud e in una zona più elevata rispetto all’insediamento attuale, è oggi chiamata civita, e testimonia la presenza dell’uomo che popolò queste terre fin dal XII secolo a.C.
Oggi, solo un tratto di mura, formato da blocchi irregolari e facenti parte dell’antica cinta muraria, sigla l’insediamento originario, tuttavia, i reperti archeologici rinvenuti, ne denunciano l’atavicità.

Più tardi, in età romana, si sviluppò l’insediamento di Cosilinum che fu attraversato da tutte le vicende storiche della penisola italica, e che fu poi sede di Municipium Romano.
Nell’età cristiana, tra i quattro pagus di Cosilinum, acquisì particolare rilevanza il sobborgo di Marcellianum che corrisponde all’odierno San Giovanni in Fonti, il quale probabilmente divenne diocesi durante il pontificato di Marcello I (318 – 320 d.C.) e in cui il battesimo avveniva per immersione nella vasca lustrale alimentata da una polla d’acqua perenne.

Durante il dominio longobardo si sviluppò il culto di San Michele, tutt’oggi Santo Patrono del paese, nel santuario-caverna di San Michele alle Grottelle già luogo del culto pagano di Attis, signore della terra. Nella grotta sono presenti affreschi raffiguranti la storia di San Giacomo e un monumento funerario che custodisce le spoglie di Bernardino Brancaccio abate della Badia di San Nicola al Torone ( X secolo) che sorgeva nella parte inferiore di Cosilinum e di cui oggi esistono solo pochi ruderi.